Fixed-price vs hourly: come pagare uno sviluppatore freelance senza sorprese
"Quanto costa?" — la domanda che tutti i clienti fanno e che nessun freelance vuole rispondere così, secco. Capire perché aiuta sia te che lui a costruire un rapporto sano.
Quando contatti uno sviluppatore freelance per la prima volta, la domanda che esce sempre è la stessa: "quanto costa?". E la risposta che il freelance bravo non vuole darti subito è "dipende". Sembra una scusa, ma capire perché dipende ti aiuta a strutturare un rapporto sano sin dall'inizio.
Esistono tre modelli principali per pagare uno sviluppatore freelance. Ognuno ha senso in contesti diversi. Sceglierli bene fa la differenza tra un progetto sereno e un litigio a metà strada.
1. Fixed-price: prezzo fisso per scope definito
Come funziona: tu e il freelance concordate un prezzo unico per consegnare un set definito di feature. Se ci mette 50 ore o 80 ore, paghi sempre lo stesso.
Quando ha senso: scope chiaro e stabile, lavoro definito (es. "redesign del sito vetrina con queste 5 pagine", "MVP iOS con queste 7 schermate", "integrazione Stripe nel checkout").
Pro per te (cliente): sai esattamente cosa spendi. Niente sorprese, niente "questa settimana ho fatto 30 ore" che diventano 40. Più facile budgetare.
Contro per te: per coprirsi dal rischio di stimare male, il freelance prezza con un margine di sicurezza +30-40% sopra le ore stimate. Quindi paghi un buffer che non useresti se andasse tutto liscio. E se vuoi cambiare scope a metà ("ah, ma ora aggiungiamo anche..."), ricominciate la negoziazione.
Pro per il freelance: se è efficiente, alla terza versione di quello stesso tipo di progetto guadagna di più dell'orario.
Contro per il freelance: se sottostima, ci rimette tempo (e nervi). Se il cliente cambia idea spesso, è ostaggio dello scope iniziale.
2. Hourly: tariffa oraria
Come funziona: il freelance traccia le ore (con tool tipo Toggl o manualmente in un foglio condiviso) e ogni X giorni ti manda un riepilogo + invoice.
Quando ha senso: scope fluido (es. "ho un problema di performance, devi capire dove sta"), supporto continuativo (es. "fix bug random man mano che escono"), esplorazione (es. "valutiamo se questa feature è fattibile").
Pro per te: niente buffer di sicurezza pagato per niente — paghi solo le ore reali. Puoi cambiare scope quando vuoi senza rinegoziare il prezzo. Ottimo per fasi esplorative.
Contro per te: sai cosa entra in casa solo a posteriori. Devi avere fiducia nel tracking del freelance (e la maggior parte sono onesti, ma il problema esiste). Più difficile budgetare con precisione.
Tariffe medie in Italia (2026): junior €25-40/h, mid €40-60/h, senior €60-100/h, specialist (AI, security) €80-150/h. Sotto €25/h ci sono solo studenti o freelance fuori dall'Italia. Sopra €100/h ci sono advisory, non execution.
3. Retainer: pacchetto ore mensile
Come funziona: tu prenoti X ore al mese del freelance (es. 20 ore), pagandole upfront a inizio mese. Lui riserva quel tempo per te, ed è disponibile per qualunque cosa nello scope concordato.
Quando ha senso: hai bisogno di support continuativo (es. "manutenzione + nuove feature ogni mese piccole-medie"), vuoi che il freelance sia priorità tua quando chiami, sei in fase post-MVP-pre-team-interno.
Pro per te: SLA garantito (lui risponde in tempi concordati), prezzo prevedibile, rapporto continuativo che semplifica handoff.
Contro per te: paghi anche se non usi tutte le ore (di solito le ore non si trasportano al mese successivo). Devi essere disciplinato a usare il tempo che paghi.
La regola pratica per scegliere
- Scope chiaro e finito (es. "MVP della mia app pizza") → fixed-price
- Scope fluido / debugging / esplorazione (es. "ho un'app legacy da capire") → hourly
- Necessità di support continuativo (es. "voglio aggiungere feature ogni mese al mio prodotto") → retainer
Tre errori comuni che fanno i clienti
Errore 1: forzare fixed-price su scope non finito. "Sviluppa la mia app social network" non è uno scope finito. Il freelance bravo non firma fixed-price su questo, o se lo fa, lo prezza talmente alto da essere fuori budget. Risultato: scegli il freelance meno bravo che ha accettato, e paghi 3 mesi di rework.
Errore 2: hourly senza cap mensile. "Lavoraci quanto serve" detto a un freelance senza cap = bill enorme a fine mese. Sempre concordare un budget mensile (es. "max 40h al mese, oltre mi avvisi prima"). Questo NON è non-fiducia, è buona pratica.
Errore 3: cambiare modello a metà. Hai iniziato fixed-price e a settimana 2 vuoi diventare hourly "perché mi serve flessibilità". Quasi sempre finisce in litigio. Se devi cambiare modello, fai PRIMA un punto ufficiale ("OK, chiudiamo questo fixed-price con quello che è stato fatto, partiamo nuovo accordo hourly").
Come gestire i pagamenti senza intermediari
Su DevLink i pagamenti sono diretti tra te e il talento — la piattaforma non incassa nulla, non c'è escrow forzato, niente commissioni. Pratico: bonifico SEPA con causale chiara ("acconto progetto X, milestone 1"), oppure PayPal Business se volete tracciabilità con conferma immediata. Per progetti più grandi (oltre €5.000), consigliamo split tipo 30% acconto + 40% mid-progetto + 30% saldo. Per progetti piccoli (sotto €1.500), 50% acconto + 50% saldo a fine va bene.
Fatturazione: il freelance ti emette fattura italiana (con IVA o regime forfettario, dipende dalla sua situazione). Tu la registri normalmente nei costi. Niente fattura DevLink, perché DevLink non incassa nulla dalla collaborazione.
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