Guide cliente · 7 min di lettura
"Quanto costa?" — la domanda che tutti i clienti fanno e che nessun freelance vuole rispondere così, secco. Capire perché aiuta sia te che lui a costruire un rapporto sano.
Quando contatti uno sviluppatore freelance per la prima volta, la domanda che esce sempre è la stessa: "quanto costa?". E la risposta che il freelance bravo non vuole darti subito è "dipende". Sembra una scusa, ma capire perché dipende ti aiuta a strutturare un rapporto sano sin dall'inizio.
Esistono tre modelli principali per pagare uno sviluppatore freelance. Ognuno ha senso in contesti diversi. Sceglierli bene fa la differenza tra un progetto sereno e un litigio a metà strada.
Come funziona: tu e il freelance concordate un prezzo unico per consegnare un set definito di feature. Se ci mette 50 ore o 80 ore, paghi sempre lo stesso.
Quando ha senso: scope chiaro e stabile, lavoro definito (es. "redesign del sito vetrina con queste 5 pagine", "MVP iOS con queste 7 schermate", "integrazione Stripe nel checkout").
Pro per te (cliente): sai esattamente cosa spendi. Niente sorprese, niente "questa settimana ho fatto 30 ore" che diventano 40. Più facile budgetare.
Contro per te: per coprirsi dal rischio di stimare male, il freelance prezza con un margine di sicurezza +30-40% sopra le ore stimate. Quindi paghi un buffer che non useresti se andasse tutto liscio. E se vuoi cambiare scope a metà ("ah, ma ora aggiungiamo anche..."), ricominciate la negoziazione.