Come scegliere uno sviluppatore freelance senza farsi fregare
Pubblichi un brief, ricevi 8 proposte. Tre sembrano serie, due sono palesemente copia-incolla, una propone il prezzo a metà degli altri. Quale scegli? Una guida pratica.
Pubblichi un brief su una qualsiasi piattaforma e nelle prime 24 ore ricevi 8 proposte. Tre sembrano serie e ben scritte. Due sono palesemente template copia-incolla che non hanno nemmeno letto il brief. Una propone il prezzo a metà degli altri. Una ti scrive in un italiano stentato. Una è di un'agenzia che "lavora con il top 1% degli sviluppatori del mondo".
Quale scegli?
La risposta non è guardare il prezzo, e non è nemmeno guardare il portfolio. È guardare come ti scrivono. Vediamo cosa significa concretamente.
5 segnali concreti che il freelance è serio
1. Ti fa una domanda specifica sul tuo brief. Non "ho letto il brief, sono interessato" — ma "ho visto che menzioni Stripe come gateway: hai già un account Stripe Connect o vuoi che ti aiuti a configurarlo?". Questa è la differenza tra chi ha letto e chi ha letto e ha già pensato.
2. Ti dice quello che NON farà. Un freelance sereno mette confini: "Posso fare il backend ma non sono designer, ti suggerisco di affiancare un UI designer". Chi promette tutto a tutti raramente consegna qualcosa di buono.
3. Il portfolio ha link cliccabili a progetti vivi. Non screenshot statici, non case study Word — link reali a app sullo store, siti online, repository GitHub. Se i link sono morti o "in NDA tutti", chiediti perché.
4. Le recensioni hanno dettagli specifici. "Ottimo lavoro, consigliato!" non vale niente. "Ha consegnato la feature di pagamento in 2 settimane esatte come previsto, ha spiegato come gestire i refund Stripe, e dopo 3 mesi quando abbiamo avuto un bug ha risposto in 4 ore" vale tutto.
5. Ti dice il suo orario. Anche freelance = persona con orari, non robot 24/7. Chi ti scrive "sono disponibile per call mar-gio 14-18, fuori orario rispondo in messaggio entro 24h" sta segnalando professionalità, non indisponibilità. È il contrario.
5 red flag che fanno suonare la sirena
1. Prezzo molto sotto la media del mercato. Se la media delle proposte è €5.000 e uno propone €1.500, una di tre cose sta succedendo: (a) ha capito poco del brief e consegnerà la metà di quello che chiedi, (b) sta usando il tuo progetto come palestra di apprendimento, (c) subappalterà a qualcuno in un paese a basso costo che non comunica con te. Nessuna di queste è una situazione che vuoi.
2. "Posso iniziare subito". Un freelance bravo è raramente disponibile a partire domani. Se uno ti dice "sono libero da ora, partiamo lunedì" senza chiederti scope o brief, pensa: perché è libero?
3. Non ti chiede l'accesso a niente di tuo. Per costruirti qualcosa di serio servono accessi: GitHub organization, dominio, API key di servizi terzi, hosting. Se il freelance non parla di credentials nel preventivo è perché non sta pensando in termini di delivery reale.
4. Comunicazione solo via WhatsApp / Telegram. Per progetti seri serve una traccia scritta in un canale archiviabile (email, Slack, chat della piattaforma). Chi propone solo WhatsApp di solito sta cercando di non lasciare traccia di accordi.
5. Promesse "garantite" su feature complesse. "Ti garantisco al 100% che funziona perfetto" su una chat multi-utente con notifiche push e pagamenti? Non è possibile garantirlo a priori. Un freelance onesto ti dice "questa parte è rischiosa, prevediamo X giorni di buffer per testing".
La call iniziale: cosa chiedere in 30 minuti
Una volta filtrate le proposte ai 2-3 candidati seri, fai una call di 30 minuti. Sembra ovvio ma molti clienti decidono solo via chat per "non perdere tempo" — e poi perdono mesi con il freelance sbagliato. La call è il filtro definitivo. Cose da chiedere:
- "Raccontami un progetto simile al mio che hai fatto. Cosa è andato storto?" (chi non ha mai avuto problemi non ha mai consegnato)
- "Come gestisci se il cliente cambia idea a metà strada?" (la risposta a questa domanda predice il 70% del rapporto futuro)
- "Quante ore a settimana puoi dedicarmi?" (rispondi tu prima: "ho bisogno di X ore, va bene per te?")
- "Quando ti devo pagare?" (no acconto = sospetto, 100% in advance = sospetto, 30-50% advance + balance on milestones = sano)
- "Cosa succede se ti chiamo per un fix dopo la consegna?" (deve avere un'idea chiara di support window e tariffa post-progetto)
Come fa DevLink a ridurre il rischio
Non è marketing: ecco cosa cambia concretamente quando passi da un marketplace generalista a una piattaforma verticale come DevLink.
I profili sono verificati con OAuth. Chi crea un account su DevLink si autentica con Google o Apple, non con email anonime. Già solo questo elimina l'80% dei fake che girano sulle piattaforme aperte.
Le recensioni sono solo da progetti chiusi. Non ci sono recensioni "stimolate" o scritte dall'amico del freelance. Una recensione esiste solo se dietro c'è un progetto chiuso e archiviato in piattaforma.
Niente commissione DevLink. Pagamenti diretti tra te e il talento, niente escrow forzato, niente fee. Questo elimina l'incentivo della piattaforma a tenervi dentro più a lungo del necessario.
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